La cappella di San Romedio
con annessa casetta dell'eremita
alle Fucine di Sacco (Rovereto)


di Italo Prosser
F.to 14x24 cm - 132 pagine
ISBN 978-88-7498-178-6
Euro 10,00

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  [...] Oltrepassati le Campagnole e il cavalcavia ferroviario, imboccai il Viale
della Vittoria. Giunto in via Fucine mi diressi verso la piazzetta omonima.
Guardai le case che stanno intorno, ma non vidi segni da far sospettare
la pregressa esistenza di un edificio di culto.
A un certo punto, mi trovai di fronte un anziano aitante che usciva dal cancelletto
di una casa segnata «Fucine n. 6». Mi fermai, gli dissi chi ero, e gli chiesi se fosse
a conoscenza di una chiesetta che doveva esistere in quel quartiere, prima
della seconda Grande Guerra. Il vecchio mi rispose che si chiamava Mario
Matassoni, che era originario di Foppiano in Vallarsa, uno dei paesi distrutti
nella prima Grande Guerra (1914-1918), ma che nel 1933 era venuto ad abitare cui
genitori a Sacco, in una casetta di campagna situata dove ora esiste lo stabilimento
dismesso dell’Officina Meccanica Alpe. Pochi anni dopo suo padre acquistò la casa
dalla quale l’avevo visto uscire. Insomma le Fucine lui le conosceva molto bene
e mi assicurò che, ora, non potevo trovare la chiesetta che cercavo.
Tuttavia mi assicurò che alle Fucine, prima della guerra 1939-1945, la chiesetta
era attiva e lui la frequentava assiduamente perché, da ragazzo, vi faceva
il chierichetto. In particolare, ricordava di aver assistito a due matrimoni che vi
furono celebrati. Un avvenimento che gli era rimasto in testa, perchè quel piccolo
servizio gli aveva fruttato un «aquilotto d’argento» di 5 lire, ricevuto come mancia.
[...] A questo punto, la mia guida mi portò verso il luogo dove sorgeva il piccolo
edificio sacro, ed io rimasi sconcertato, quando mi indicò un bar e una adiacente
«pelletteria» – Qui si trovava la chiesetta di San Romedio alle Fucine di Sacco –
mi disse. [...]