Ritratto dell'anima
Anima del ritratto
(2014)

a cura di Claudio Tugnoli
F.to 21x28 cm - 240 pagine
ISBN 978-88-7498-215-8
Euro 35,00

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In un certo senso la storia della pittura coincide con la storia del ritratto. Secondo
quanto riferisce Plinio il Vecchio la pittura nacque in Grecia: «Gli Egizi, scrive Plinio,
sostengono che fu scoperta da loro 6.000 anni prima che passasse in Grecia:
una vana pretesa, com’è chiaro. I Greci dicono, alcuni che fu trovata a Sicione,
altri a Corinto, tutti comunque concordano che nacque dall’uso di tracciare con
delle linee il contorno dell’ombra umana: pertanto la prima pittura fu di questo tipo,
la seconda fu a colori unici e, quando era già stata introdotta la pittura a più colori,
fu chiamata “monocromatica”; essa è tuttora in uso. [...] Butade sicionio, vasaio,
per primo trovò l’arte di foggiare ritratti in argilla, e questo a Corinto, per merito
della figlia che, presa d’amore per un giovane e dovendo quello andar via,
tratteggiò il contorno della sua ombra proiettata sulla parete dal lume di una
lanterna; su queste linee il padre impresse l’argilla, riproducendo i tratti del volto;
fattolo seccare con gli altri oggetti di terracotta, lo mise in forno e tramandano
che fu conservato nel Ninfeo, finché Mummio non distrusse Corinto [nel 146 a.C.]»
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXV, 15-16, 151).
Nulla attrae di più del ritratto e, in genere, della figura umana, che ha sempre
qualcosa di magico e misterioso. Il ritratto oscilla tra una funzione di
rappresentazione che rinvia iconicamente al modello e il ruolo di idolo magico,
che sostituisce, incarnandolo, il modello stesso (Pedro Azara). Il presente volume
propone un itinerario sulla storia del ritratto – con particolare riferimento agli ultimi
due secoli, soffermandosi sul alcuni momenti dell’arte del ritratto nella cultura
occidentale e in ambito trentino – con l’ambizione di individuare i principali
elementi di riflessione sul senso e sulle implicazioni di questo genere artistico.